L'etichetta che nasconde situazioni molto diverse
Il dolore alla spalla è uno dei motivi più frequenti per cui le persone si rivolgono a un fisioterapista. Spesso viene etichettato genericamente come "tendinite", ma sotto questa parola si nascondono situazioni molto diverse tra loro. Capire cosa sta succedendo è il primo passo per affrontarlo nel modo giusto.
Cos'è la tendinite della spalla
La spalla è un'articolazione straordinariamente mobile, ma questa mobilità ha un prezzo: è anche una delle articolazioni più vulnerabili al sovraccarico.
La cuffia dei rotatori è un gruppo di quattro muscoli — sopraspinato, infraspinato, piccolo rotondo e sottoscapolare — i cui tendini avvolgono la testa dell'omero e garantiscono stabilità e movimento.
Quando questi tendini vengono sovraccaricati, possono infiammarsi o degenerare. Come per la fascite plantare, le ricerche più recenti preferiscono il termine "tendinopatia" a "tendinite", perché nei casi cronici il problema è più degenerativo che infiammatorio.
Le cause più frequenti
Sovraccarico ripetuto — movimenti ripetuti sopra la testa, sollevamento pesi, sport come nuoto, tennis o pallavolo.
Sindrome da conflitto subacromiale — il tendine del sopraspinato viene compresso nello spazio tra l'acromion e la testa dell'omero durante l'elevazione del braccio, generando dolore in un arco specifico di movimento.
Sedentarietà — muscoli della cuffia deboli e scapolari poco stabili predispongono al sovraccarico anche nei movimenti quotidiani.
Calcificazioni tendinee — depositi di calcio nel tendine che possono causare episodi di dolore acuto molto intenso, ma nella maggior parte dei casi si riassorbono spontaneamente.
Il sintomo più caratteristico
Il dolore è tipicamente localizzato sulla faccia laterale della spalla e peggiora alzando il braccio, soprattutto tra i 60 e i 120 gradi di elevazione — il cosiddetto "arco doloroso". Spesso disturba il sonno, in particolare quando ci si gira sul lato interessato.
Cosa non fare
Smettere completamente di muovere la spalla è controproducente: porta a rigidità e indebolimento muscolare.
Le infiltrazioni di cortisone ripetute danneggiano il tessuto tendineo nel lungo termine e vanno usate con parsimonia.
Operarsi senza aver provato un percorso fisioterapico adeguato — almeno 3 mesi — è quasi sempre prematuro, soprattutto per le tendinopatie senza rotture.
Cosa funziona davvero
Il rinforzo progressivo della cuffia dei rotatori e della muscolatura scapolare è il trattamento con le migliori evidenze scientifiche. Il tendine ha bisogno di carico per rigenerarsi — il riposo assoluto non basta.
La terapia manuale aiuta a recuperare la mobilità articolare e a ridurre il dolore nella fase acuta.
Le onde d'urto sono indicate nelle calcificazioni e nelle tendinopatie croniche resistenti.
Il lavoro sulla postura e sulla biomeccanica — come si usa la spalla nelle attività quotidiane e sportive — è un elemento spesso sottovalutato ma fondamentale per prevenire le recidive.
Quando andare dal fisioterapista
Consulta un fisioterapista se:
- Il dolore dura da più di 2-3 settimane
- Limita le attività quotidiane o il sonno
- Senti scricchiolii o blocchi durante il movimento
- Hai avuto un trauma diretto alla spalla
Rivolgiti al medico per una valutazione più approfondita se:
- Il dolore è molto intenso e acuto (possibile calcificazione in fase acuta)
- Sospetti una rottura tendinea — riconoscibile dalla netta debolezza nel sollevare il braccio
Quanto dura
Le tendinopatie acute rispondono in genere in 4-8 settimane. Le forme croniche richiedono 3-6 mesi di lavoro costante. La costanza negli esercizi domiciliari è, anche in questo caso, il fattore che fa più differenza.
Fonti
- Littlewood C et al. (2013) — The central nervous system — an additional consideration in rotator cuff tendinopathy. Manual Therapy.
- Kuhn JE (2009) — Exercise in the treatment of rotator cuff impingement. Journal of Shoulder and Elbow Surgery.
- Papadopoulos P et al. (2023) — Effectiveness of exercise therapy for rotator cuff tendinopathy. British Journal of Sports Medicine.